Sposava la camomilla con le sigarette Joss.
Temeva temeva e tremava.
al pensiero dei matrimoni.
Apriva il suo piano, picchiettava sui tasti con la mano destra e la sinistra poggiata sulla gamba. picchiettava note fantasma afone.
Apriva il suo computer, scorreva pagine e volti, inespressiva lanciava una canzone col pitch sbagliato.
le palpebre inerti, i bulbi in fiamme.
Gettava via la fascia per capelli. Imprecava Joss, fumando e tornando ad incrociare gli avambracci a riposo.
Tornava al computer e si scopriva a temere ogni link, ogni foto, ogni argomento, battuta.
Temere temere temere, fino ad alienarsi in un buco nero distorto che si morde la coda, così Joss tira giù il bicchiere di whisky, tossisce e resta a guardare l'alone alcolico traslucido: "aaahh ma che cazzo".
Joss non beveva, ma che stava facendo?
Joss le provava tutte,
Joss sperava l'insperabile senza nessuna speranza o voglia, ma ci pensava ancora.
Joss metteva su "the last straw" e si strappava con violenza le unghie coi denti, sputando via coriandoli di chitina e selenio smaltati
Rossetto vivido, ma inedito.
Tre doppie note ora sul piano senza trasporto, segni rossi fra il bianco e il nero, Joss geme, trema tre doppi singhiozzi e piange.
Un colpo secco sparge fogli di note più in là sul pavimento, secco come a togliersi i capelli rossi dal volto ad evitare di bagnarli di sale; un colpo per mostrarsi meglio piangere al suo orgoglio nascosto forse dentro al mobile del piano.
Un pugno sul coperchio del piano, vola il bicchiere di cristallo al centro, si frantuma a grossi pezzi.
Sale malferma e scalza sul coperchio, immagina di ballare ancora una volta per lui alla pertica; s'aggancia al lampadario ed è semplicemente bellissima, pallida, ossea, livida e ancora più bella, chiude gli occhi: piangendo segue le ombre proiettate dal lampadario, ondeggiando il suo tormento, squarciandosi i piedi.
Cade.
Giù, saluta i tasti in volo con occhi di basalto spalancati.
In un letto di fogli e note torna la ragione, duetta con sé stessa perché una voce non le basta a sussurrare "addio" a quella speranza.
Una voce dalla ragione, una più flebile e poco più lenta, dal cuore.
Un tempo disparo e sincopato, poi cinque righe spoglie; Joss dorme e domani…
Già ti avevo detto del mio apprezzamento, e poi al secondo tentativo e 1/2 ho anche capito chi è joss ;)
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